Gli episodi di bullismo possono manifestarsi in diversi modi, più o meno evidenti ed espliciti.

Sostanzialmente si possono individuare due modalità di espressione del bullismo: diretta ed indiretta.

Il “bullismo diretto” consta di comportamenti aggressivi e prevaricanti ben visibili e può essere agito in forma fisica e/o attraverso le parole.

Forme di bullismo diretto “fisico” sono il picchiare, dare calci e pugni, dare spintoni o pizzicotti, graffiare, tirare i capelli, mordere, buttare a terra, sottrarre e rovinare oggetti della vittima. Non necessariamente queste azioni lasciano segni particolarmente visibili o perduranti e spesso non vengono rivelate dalle vittime, le quali possono addirittura arrivare a negarle per timore di ritorsioni. Recentemente è divenuta tristemente di moda la pratica dello “swirling”, cioè spingere la testa della vittima dentro al gabinetto. Si tratta purtroppo di un’azione bullistica assai diffusa e particolarmente umiliante, che non lascia segni sul corpo, il ché la rende non facilmente riconoscibile ed individuabile come condotta bullistica.

Il bullismo diretto “verbale” comprende minacce, insulti, offese, prese in giro, frasi razziste, estorsioni di piccole somme di denaro o sottrazione di oggetti comuni. Spesso queste azioni sono mascherate sotto forma di “scherzo” o di “favori” ed in questi casi diventa più difficile per la vittima rivelarli per timore di rimanere poi esclusa dal gruppo o tacciata come spia che non sa stare al gioco. Queste modalità trovano sfogo non solo nelle relazioni vis a vis, ma sono sempre più frequenti sui social media o nelle chat (vedere cyberbullismo).

Il “bullismo indiretto”, ha una dimensione più “psicologica”, pertanto risulta meno visibile e più difficile da rilevare, ma non per questo è meno doloroso per chi lo subisce. Si mette in atto escludendo qualcuno dal gruppo, compromettendo i suoi rapporti amicali in essere o potenziali, isolandolo, bersagliandolo con smorfie e gesti dispregiativi, diffondendo pettegolezzi e calunnie sul suo conto. Anche in questi casi, le prevaricazioni posso avvenire sia nelle relazioni dirette che in quelle virtuali.