Uno dei comportamenti rientranti nel concetto del cyberbullismo, anche se non espressamene previsto dalla definizione legislativa, consiste nella pratica del c.d. sexting.

Come detto, il termine sexting è l’unione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (pubblicare testo), e indica la pratica di inviare, ricevere, condividere testi, video o immagini sessualmente esplicite o inerenti la sessualità.

Spesso queste immagini sono realizzate con il telefonino, e vengono diffuse attraverso il telefonino stesso o attraverso siti, e-mail, chat.

L’utilizzo dello smartphone ha di sicuro incentivato questa pratica che è stata alla base di molti episodi drammatici della recente cronaca.

Il problema legato al sexting è che tali immagini o video, anche se inviate ad una stretta cerchia di persone, si diffondono in modo incontrollabile sfuggendo totalmente al controllo da parte di colui che le ha immesse per la prima volta e creando seri problemi, sia personali che legali, alla persona ritratta.

Qualora i contenuti sessualmente espliciti abbiano ad oggetto minori, è ben possibile che le condotte possano avere conseguenze di tipo penale.

Di recente la Corte di Cassazione ha affrontato con sentenza n. 11675/2016 il caso di una ragazza minore che si era autoscattata delle foto in pose osé e le aveva inviate, di sua spontanea volontà, ad un gruppo di amici che a loro volta avevano condiviso le immagini.

La Cassazione nella citata pronuncia ha escluso la configurabilità del delitto di detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, nel caso di cessione da parte di terzi di immagini pedopornografiche che sono state prodotte, autonomamente e volontariamente, dal minore in esse rappresentate, sul presupposto della mancanza del requisito della “alterità” tra colui che produce il materiale e il minore offeso richiesta ai fini della configurazione del reato.

La decisione è stata oggetto di non poche critiche e permette di evidenziare come l’inadeguatezza a far fronte a tale fenomeno solo attraverso le vie legali possa essere superata valorizzando la strada della prevenzione secondo lo spirito della legge 71/2017.