Le principali motivazioni che spingono i giovani all’uso dei social network sono state individuate nel: bisogno di connessione per vincere la noia; bisogno di informazione; bisogno di relazione; bisogno di amicizia.

L’escalation delle piattaforme mediatiche culmina con il grande successo di Facebook, fondato il 04 febbraio del 2004.

Facebook nasce ad Harward negli Stati Uniti ad opera, di Mark Zuckerberg e di un gruppo di studenti della prestigiosa facoltà con l’originario scopo di mettere in contatto gli studenti del campus. In seguito fu aperto anche agli studenti di altre scuole e successivamente a chiunque dichiarasse di avere più di tredici anni di età, il resto è storia nota a tutti. Gli utenti di tale piattaforma possono accedere ai servizi registrandosi gratuitamente, inserendo i propri dati anagrafici e l’indirizzo di posta e-mail, ciò consente di poter creare un profilo personale, includere “amici” nella propria rete sociale, e scambiarsi messaggi, foto e quant’altro via chat con i propri contatti. In un primo momento Facebook è stato molto apprezzato soprattutto dai giovani anche se oggi molti di essi lo dichiarano superato e obsoleto e preferiscono utilizzare altri social definiti come più moderni e alla “moda” verso i quali sia sta attuando una vera e propria “migrazione”.

Si propone di seguito una elencazione esemplificativa dei principali social network che attualmente risultano molto diffusi soprattutto tra gli adolescenti e preadolescenti:

  • Linkedinè un servizio gratuito, impiegato principalmente nello sviluppo di contatti professionali, attraverso la pubblicazione e condivisione del proprio curriculum vitae. Lo scopo principale del sito è consentire agli utenti registrati di mantenere una lista di persone conosciute e ritenute affidabili in ambito lavorativo;
  • Twitter(il nome “Twitter” deriva dal verbo inglese to tweet che significa “cinguettare”) è una rete sociale creata nel marzo 2006. La piattaforma fornisce agli utenti una pagina personale aggiornabile tramite messaggi di testo con lunghezza massima di 140 caratteri, raddoppiati nel settembre 2017 a 280. Gli aggiornamenti sono mostrati nella pagina di profilo dell’utente e comunicati agli utenti che si sono registrati per riceverli, c.d. followers. La visibilità dei propri messaggi può essere libera oppure limitata a soli determinati utenti;
  • Instagramè un social network che permette agli utenti di scattare foto e condividerle in rete. Oggi l’azienda appartiene a Facebook che l’ha comprata per un miliardo di dollari. In Italia è usato da 14 milioni di utenti ogni mese e da 8 milioni di utenti al giorno (soprattutto donne: 53%). L’età prevalente è quella che va tra i 19 e i 24 anni. Instagram si è rivelato uno strumento “pericoloso” poiché viene usato spesso dagli adolescenti per pubblicare foto in atteggiamenti succinti o provocanti:
  • Snapchatè un servizio di rete sociale per sma­rtpho­ne­ e ta­blet che consente di inviare agli utenti della propria rete messaggi di testo, foto e video visualizzabili solo per 24 ore. Nel 2017 il numero degli utenti attivi è di circa 300 milioni, facendone uno dei social network più usati nel mondo. Il servizio offerto da Snapchat, data la durata delle immagini alle sole 24 ore, fa erroneamente percepire ai giovani tale strumento come innocuo e pertanto, spesso e volentieri, è stato usato per pubblicare immagini particolarmente succinte o dai contenuti sessualmente espliciti;
  • Ask è un social networkbasato, interamente, su domande e risposte, dove gli utenti sono liberi di rispondere alle domande anonime o provenienti da altri utenti visibili. Tramite le risposte alle domande è possibile accrescere la propria popolarità, in modo semplice e rapido. Il meccanismo semplicissimo, in cui altre persone ci fanno delle domande sulla nostra vita e sulla nostra personalità e noi ci raccontiamo tramite le risposte, rappresenta il successo di Ask. Non solo, Ask.fm permette di effettuare domande in modo completamente anonimo. Proprio per questo motivo Ask.fm si è rivelato essere uno strumento molto pericoloso proprio perché, protetti dall’anonimato, molti degli utenti hanno allentato completamente i freni inibitori sentendosi liberi di rivolgere ad altri qualunque tipo di commento anche abietto o spregevole. È noto che Ask.fm è stato sotto i riflettori della cronaca che in più di una occasione lo ha accusato di essere stato la causa di numerosi suicidi avvenuti fra adolescenti abituali utilizzatori del sito. Nel 2014 il sito è stato integrato con Ask.com con l’intento di combattere efficacemente il cyberbullismo, la nuova gestione ha, infatti, precisato che tutto il vecchio staff di Ask.fm non avrebbe più lavorato nella nuova struttura.

Da questo breve excursus emerge che il social network di per sé è uno strumento neutro incapace da solo di fare del bene o del male, a fare la differenza è l’utilizzo che di esso si fa.

I social network, nel loro uso improprio hanno contribuito non solo, a determinare un nuovo concetto di senso del pudore, di vergogna, di intimità, esasperando la tendenza a far manifestare un protagonismo sfrenato e sempre più manifestatamente disinibito, ma vi è di più. Gli stessi hanno contribuito a diffondere e sviluppare un nuovo deviato concetto di popolarità fondato sul detto, “posto ergo sum”. Spesso si pone l’accento sulla pericolosità del nuovo concetto di popolarità diffuso dai social o c.d. popolarità social (link popularity). Esso si basa sul maggior numero di like che sui social si ricevono, il maggior numero di visualizzazioni, di filmati, di foto, link, inseriti nei propri profili, manifestazioni di sprezzo del pericolo, aggressività, valorizzazione di atteggiamenti palesemente demenziali, tendenza all’emulazione.

Alla luce di queste considerazioni, il contrasto al cyberbullismo non può prescindere da un “uso consapevole” dei social network e dalla conoscenza dei contenuti tecnologici, da un lato, e dalla conoscenza delle problematiche psicopedagogiche correlate, dall’altro.